

Ventisette.

Gli Stati Uniti.
tra espansione territoriale.
ed economica e guerra civile.


99. I contrasti fra Nord e Sud: la questione della schiavit.

Da: G. Carocci, Storia della guerra civile americana, Newton
Compton, Milano, 1996.

A partire dal 1830 fu avviata nel Nord degli Stati Uniti una
campagna politica per l'abolizione della schiavit, che,
inizialmente promossa da una combattiva minoranza, si propag
rapidamente. La sua diffusione fu dovuta, secondo lo storico
Giampiero Carocci, ai metodi e agli argomenti antidemocratici
usati dai filoschiavisti, introdotti proprio in un'epoca nella
quale fiorivano invece numerose proposte di riforme umanitarie e
furoreggiava un movimento simile al romanticismo europeo. Nel Sud,
dove la schiavit costituiva invece una componente essenziale
dell'economia e della societ, mont rapidamente un forte rancore
verso il Nord e le sue iniziative antischiaviste, che
progressivamente divent un irresistibile desiderio di secessione.


Durante gli anni Trenta ebbe inizio nella Nuova Inghilterra e
negli altri Stati del Nord una vivace campagna per l'abolizione
della schiavit. Capofila degli abolizionisti era il giornalista
William Lloyd Garrison, un intellettuale nel quale sembrava
rivivere lo spirito intransigente e duro dei puritani del
Seicento. Il primo gennaio del 1831 egli inizi a Boston la
pubblicazione del giornale Liberator col programma della immediata
emancipazione degli schiavi. Scriveva infatti nel primo numero del
giornale: Combatter strenuamente per l'immediata liberazione
della nostra popolazione schiava... Su questo argomento non
desidero pensare, parlare e scrivere con moderazione... Faccio sul
serio, non giuocher sugli equivoci, non accetter
giustificazioni, non mi tirer indietro neppure di un centimetro -
e dovr essere ascoltato . Che Garrison facesse sul serio lo
prova la sua richiesta di secessione del Nord dall'Unione se il
Sud non avesse emancipato gli schiavi.
La maggioranza della gente al Nord era insensibile al problema
della schiavit, aveva semmai antipatia per i negri, ed i
benpensanti approvavano l'ostilit che contro l'emancipazione
manifestavano gli operai, specialmente quelli pi poveri, i
manovali di recente immigrazione irlandese, timorosi della
concorrenza di salariati negri. Tuttavia la causa degli
abolizionisti faceva costanti progressi: in parte perch essi
sostenevano che il lavoro salariato dei bianchi non sarebbe stato
sicuro finch fosse esistita la schiavit, e l'argomento persuase
un numero crescente di operai, in particolare fra quelli
qualificati; ma soprattutto perch la maggioranza della gente, pur
insensibile al problema della schiavit, teneva molto a difendere
le libert di parola, di stampa, di petizione, messe in causa dai
difensori della schiavit. Sta di fatto che nel 1840, nove anni
dopo l'apparizione del Liberator, si erano costituite parecchie
societ abolizioniste con un totale di 150.000 aderenti. Fra
questi erano numerosi i quaccheri [setta radicale calvinista], che
gi nel 1835 avevano presentato al Senato una petizione chiedendo
l'abolizione della schiavit. abolizionisti non promossero nessuna
insurrezione di schiavi, ma ne aiutarono le evasioni ed
organizzarono una rete clandestina soprannominata ferrovia
sotterranea che proteggeva l'evaso riparato in uno Stato libero,
gli forniva l'alloggio e ne manteneva la clandestinit. Infatti la
legge imponeva la cattura e la restituzione al proprietario dello
schiavo fuggito. La ferrovia sotterranea riusc a liberare un
numero infimo di schiavi, al 1850 appena lo 0,3 per mille della
loro totalit. Ma la sua attivit ottenne un grosso successo
propagandistico, tanto pi che il fatto di sostenerla poteva
implicare pericoli non lievi. Nelle contee meridionali e
filoschiaviste di alcuni Stati liberi, come l'Indiana e
l'Illinois, le persone sospettate di aiutare i fuggitivi correvano
gravi rischi di vedersi incendiare la casa e di subire aggressioni
fisiche. Inoltre un povero negro fuggiasco e impaurito, esibito in
una pubblica riunione, era un ottimo elemento di propaganda. Nel
1843 a Boston la folla liber con la forza uno schiavo catturato e
la sua libert venne comprata con una colletta pubblica.
Gli anni 1820-1860 (e con particolare intensit quelli compresi
fra il 1830 e il 1850) furono negli Stati del Nord, soprattutto
della Nuova Inghilterra, un'epoca di fermento intellettuale ed
umanitario che contrastava col ristagno intellettuale e la
chiusura provinciale presenti in larga parte del Sud. Sotto il
profilo intellettuale fu l'epoca del trascendentalismo, cio di un
movimento che corrispondeva pressappoco al Romanticismo europeo e
al quale si connettono, per vie per lo pi indirette, grandi
intellettuali e scrittori come Whitman [Walt Whitman, 1819-1892],
Hawthorne [Nathaniel Hawthorne, 1804-1864] e Melville [Herman
Melville, 1819-1891]. Sotto il profilo umanitario fu l'epoca nella
quale vennero introdotte numerose riforme sociali, come
l'abolizione del carcere per i debitori insolventi e l'istituzione
dei manicomi che tolsero i pazzi dalle prigioni dove fino allora
erano rinchiusi; vennero promosse campagne contro l'alcolismo ed a
favore del suffragio femminile. La pi importante di tutte fu la
campagna per l'abolizione della schiavit. Questa campagna inoltre
diede un contributo alla emancipazione femminile perch le donne
parteciparono attivamente alla lotta, forse grazie al fatto che
nel movimento militavano numerosi quaccheri, da sempre aperti alla
difesa dei diritti femminili. Ma il nerbo degli abolizionisti era
costituito non gi dai quaccheri con la loro mite e gentile
umanit bens da persone sul tipo di Garrison, duri e severi
puritani animati dalla fede fanatica di combattere la santa
battaglia contro il peccato, contro la schiavit. Erano persone
che, pur avendo sposato gli ideali umanitari, sotto il profilo
psicologico non erano molto cambiati dai loro antenati del
Seicento, criticati a fondo da Hawthorne nel suo capolavoro La
lettera scarlatta.
Nel Sud il numero delle scuole secondarie e delle universit era
maggiore che al Nord. Queste scuole educavano una classe dirigente
di alto livello, soprattutto nel campo della ingegneria e della
meccanica. Essendo per quasi tutte a pagamento, avevano una
azione limitata alle lites della societ. Invece il Nord non solo
aveva universit altrettanto prestigiose, come Harvard, Yale
(allora New Haven College) e Princeton, ma anche, e soprattutto,
disponeva di una diffusa rete di scuole elementari, serali e
professionali aperte a tutti, al punto che nel 1850
l'analfabetismo era quasi debellato e i giornali avevano larga
diffusione. Negli anni immediatamente successivi meno dell'11%
della popolazione bianca era analfabeta, ma la percentuale
comprende anche i bianchi del Sud, dove l'analfabetismo era pi
diffuso. Pochi dati sono sufficienti a dare il senso delle
proporzioni. L'Arkansas, Stato schiavista, e il Michigan, Stato
libero, nel 1850 avevano pressappoco lo stesso numero di abitanti,
ma il numero degli studenti delle scuole elementari e secondarie
era rispettivamente di 8493 e di 110.455, il numero dei bianchi
adulti analfabeti era di 16.819 e di 7912, il numero delle
biblioteche era di 1 e di 280.
La campagna abolizionista iniziata da Garrison nel 1831 ebbe
profonde ripercussioni sull'opinione pubblica della grande
maggioranza degli Stati schiavisti. Nell'agosto dello stesso anno
avvenne in una localit del Sud una rivolta di negri che
ammazzarono oltre cinquanta bianchi. Garrison era estraneo
all'avvenimento, ma l'opinione pubblica meridionale vide in lui
l'istigatore. Nacque contro il Nord una violenta animosit che
contribu a diffondere in quasi tutti gli Stati del Sud (facevano
eccezione solo alcuni degli Stati di confine) la consapevolezza di
essere qualcosa di irrimediabilmente diverso, una nazione
contrapposta all'altra, due civilt contrapposte per la base
materiale, le idee morali e la concezione della vita.
L'intransigenza degli abolizionisti provoc una analoga
intransigenza nella difesa della schiavit. Questa fu considerata
ormai una istituzione essenziale e permanente della civilt del
Sud. E poich il mondo civile era in maggioranza contrario alla
schiavit, nacque allora il desiderio velleitario di elevare
impossibili barriere contro il mondo, il provincialismo venne
considerato una virt. I pochi che rimasero fautori della
emancipazione, anche se non rinnegarono apertamente le loro
simpatie, le lasciarono praticamente allo stato platonico di
fronte alla ineluttabile necessit della schiavit. Fu questo il
motivo per cui anche gli elementi pi civili della aristocrazia
mancarono di quell'istinto per il compromesso che tante volte
aveva salvato l'aristocrazia inglese. Certo, se fosse dipeso solo
da loro, il compromesso col Nord sarebbe stato possibile. Ma sul
tasto della schiavit tutto, o quasi, il Sud bianco si presentava
adesso come un fronte compatto nei confronti del Nord, dalla
maggior parte degli aristocratici ai proprietari grandi e piccoli
ai bianchi poveri.
